Car* amic* ti scrivo. Lettere LGBTQI al futuro


Cosa vorresti dire a una persona LGBTQI (lesbica, gay, bisex, trans, queer, intersex) che sta per nascere e vivrà la sua giovinezza nel 2050? Un augurio, un consiglio, un auspicio, una preoccupazione, una speranza, una lezione importante?
– Cosa vorresti che sapesse su chi sei e che vita fai, 25 anni dopo?
– Pensi di essere un* buon* antenat*? Che eredità lasci?

– Cosa fai oggi per un domani migliore?

Ti invito a scrivere una lettera a una persona che non conosci e che farà parte della tua stessa comunità.
Pensaci un po’, immagina, usa creatività e sincerità.
Inviamela via posta elettronica: pubblicherò le più interessanti e belle, come un piccolo, prezioso diario in comune.

  • Lunghezza: max 2.500 caratteri (500 parole)
  • Scegli tu a chi rivolgerti e come firmarti
  • Io mi riservo di filtrare / adattare i contenuti che considero non pertinenti / inopportuni

Ho finora raccolto e pubblicato le seguenti 14 lettere:
Non lasciarci nel silenzio | Fallo un figlio | Dopo il disastro | Quello che avrei voluto essere io | Prima che tu arrivassi | Ti regalo un po’ del mio senso di paternità | La mia eredità è molto piccola | Un futuro così lungo | Non ci giudicare troppo frettolosamente | Con il nastro rosa | Messaggio nella bottiglia | Io non ci sarò | Non avere paura | Ore ricche e tempi vuoti


Questo post è parte del laboratorio “I futuri delle famiglie LGBTQI nell’Italia del 2050”.
Ti piacerebbe collaborare a questo percorso di esplorazione
?
L’esplorazione continua anche se il laboratorio è terminato.



Non lasciarci nel silenzio

Cara S.

Già lo vedo oggi: rispetto a noi 60enni, voi giovani siete molto più capaci di usare le nuove tecnologie.
Sarà sempre più così.

Io mi impegno, mi aiutano, ho anche fatto dei corsi, ma il risultato è sempre lo stesso: sono lento, spesso mi confondo, rimango indietro.
Sembra che io non abbia niente da dire, ma non è vero: in realtà vorrei dire la mia, ho molte idee, però non riesco a esprimerle come voi.

La tecnologia sarà sempre più importante e voi ne sarete le regine.
Potrete fare tante cose meravigliose che oggi non riusciamo nemmeno a immaginare.

Non ascoltare però soltanto i più veloci, sono molto pochi rispetto a quanti siamo tutti assieme.
Non lasciarci nel silenzio: trova un modo per sentire anche le nostre storie.

Giò


Fallo un figlio

Quand’ero giovane, avrei tanto voluto avere un figlio.
Ma ero da sola, non avevo una moglie.
E poi mi dicevo: ‘Sei omosessuale, lascia perdere, non fa per te. Vuoi che sia discriminato anche lui, com’è successo a te?’

Ora è troppo tardi e ho un grande rammarico.

Se senti il desiderio di genitorialità, fallo un figlio.
Se hai questo desiderio, è una esperienza bellissima, che non ha paragoni.

Non farti influenzare dagli altri.
Non aver paura.
Credi a me: starete benissimo assieme.
Il mondo cambia e sono sicura che nel 2050 sarà più facile.


Dopo il disastro

Carə Xus011

Spero che questa lettera ti trovi in un mondo che sta finalmente guarendo dalle ferite del disastro nucleare che noi non abbiamo saputo fermare.

Ti auguro di trovare conforto e sostegno nella nostra comunità, mentre tentiamo di riprenderci da tutte queste devastazioni.
La tua resilienza e la tua forza sono un faro di speranza per tutti noi, specie per i più anziani.

Che il tuo spirito non sia mai spezzato.

Scusaci.

Con affetto,
D.


Quello che avrei voluto essere io

Ti chiamerò Lory.

Avrai la forza di sapere, fin da piccola, chi sei veramente, e la fortuna di non dover mai nascondere i tuoi sentimenti.
L’amore verrà e se ne andrà e tu ne soffrirai, come succede da sempre, ma lo vivrai sempre pienamente, senza imbarazzi e remore.
Non avrai paura di essere l’unica, né di soffrire la solitudine quando invecchierai.

Rappresenti tutto quello che avrei voluto essere io.
E che auguro a te di diventare.

Joan58


Prima che tu arrivassi

Ciao Jennifer!

E’ divertente questa cosa… abbiamo quasi la stessa età… ma io che ce l’ho oggi, mentre tu l’avrai tra 25 anni.
Siamo entrambe giovani, in mezzo a una vecchia società.

Spero tanto che il mondo in cui vivrai sarà migliore di quello di oggi, più pulito, gentile, rispettoso, giusto.
Io mi impegno a migliorarlo un po’, nella mia città.
Qualche volta facciamo dei passi in avanti, altre volte sembra invece che torniamo indietro.
Anche se c’è tanta gente pessimista, io rimango positiva, ma che fatica…

Chissà se ti verrà in mente che l’Italia che troverai dipenderà un po’ anche da quello che abbiamo fatto e deciso noi, prima che tu arrivassi.
Io ci penso ogni tanto, con la mia zia lesbica.
Con lei mi piace guardare film LGBTQI del passato.

Nel 2050, se per strada incrocerai una donna di mezza età, che ti osserva con uno sguardo divertito, tu sorridile: potrei essere io.

Carly


Ti regalo un po’ del mio senso di paternità

Caro Nicola

Benvenuto nella nostra comunità!
Quando ci entrerai, chissà come si chiamerà.
Forse non avrà più un nome, perché le persone gay, lesbiche, trans saranno uguali a quelle etero; forse, invece, avrà una sigla lunghissima, per raccontare tutte le nostre identità.

Non è facile immaginarti, 25 anni sembrano un’eternità.
Eppure sono soltanto la metà della mia età. Quante cose sono successe, e quante ne succederanno ancora.

Sai, io non ho avuto figli.
Tempo fa, te l’avrei raccontato con malinconia e rimpianto.
Oggi sono più tranquillo: così è andata in questa vita, mi organizzerò meglio nella prossima 😉 Spero non ti dispiaccia se ti regalo un po’ del mio senso di paternità. Sentirsi responsabili e solidali nei confronti chi ci seguirà è una bella cosa, che può far bene ad entrambi.

Molti della mia generazione hanno trovato tardi la forza di vivere pienamente per chi siamo veramente.
Qualcuno non l’ha ancora fatto e c’è anche chi non ce la farà mai.
Io ti auguro, Nicola, di sprecare meno tempo di noi, di vivere l’adolescenza senza paure, di fare tante esperienze.
Spero tanto che la nostra lotta per la visibilità, oggi, migliori il mondo che troverai, domani.

Soprattutto, ti auguro di non rimanere fermo.
Sperimenta, cambia, esplora… nel lavoro, nelle amicizie, nell’amore, nel sesso, nel tempo libero.
Anche quando avrai un posto di potere, con quale potresti vivere di rendita; o quando tutti gli altri fanno esattamente il contrario.
Trasloca intenzionalmente, ogni tanto: seleziona e portati dietro le persone e le cose davvero essenziali, e lascia spazio vuoto per le belle sorprese, le persone e le cose nuove che incontrerai.
Decidi di farlo, ogni tanto.
Non occupare tutto lo spazio comodo che potresti trovare, ma lascia sempre un pertugio, uno spiffero, una scomodità: ci aiutano a ricordare che la vita che facciamo in un determinato momento è soltanto una delle possibili vite che potremmo fare.
Ci sono mille altre possibilità, tante alternative… La maggior parte, non le vedremo mai… Io spero che potrai comunque assaggiarne almeno un paio, ché aprono la mente e il cuore.

Cogli tutte le occasioni, ma cerca di avere sempre uno sguardo ampio, per vedere chi c’è oltre a te, vicino o lontano.
Ci sarò anch’io.
E ci saranno tante altre persone LGBTQI che magari potranno avere bisogno di te e di voi.

Il mio futuro sei tu.

Andrea


La mia eredità è molto piccola

La mia eredità è molto piccola, Xavier.
Non è eccezionale, ma per me è preziosa

Credi sempre in te stesso, anche quando sembra tutto perduto. Dentro di noi abbiamo energie e risorse incredibili, che inaspettatamente emergono nei momenti più strani.
Sii fiducioso.

Non ti abbattere di fronte a problemi che sembrano insormontabili. Affronta una questione alla volta, con costanza, e vedrai che è possibile sciogliere tutti i nodi.
Nonostante tutto, rimani ottimista.

Non ti ostinare a fare tutto da solo, nessuno ce la fa. Le persone attorno a te possono esserti di aiuto, se lo chiedi con sincerità e umiltà.
Spero tanto che la comunità gay che troverai ti sostenga più di quanto ha fatto con me.
Io ho spesso trovato invidia e acidità, forse perché c’è molto dolore nelle nostre vite (specie da bambini). Vedo che questi aspetti stanno però migliorando, il tuo mondo sarà più positivo del mio.

Buona vita.

Mark


Un futuro così lungo

La mia lettera è un silenzio.

2050… io non credo ci sia un futuro così lungo.
Il punto di non-ritorno è più vicino.
Scusami, ma, vedendo com’è messo oggi il mondo, riesco a immaginare soltanto scenari catastrofici.

L.


Non ci giudicare troppo frettolosamente

Probabilmente sorriderai vedendo cosa ci appassiona oggi, su cosa discutiamo e litighiamo, cosa mettiamo in cima alle nostre priorità, che film ci emozionano, per quali obiettivi lottiamo, che slogan urliamo ai Pride.

Ti sembreremo strani, forse ingenui, sicuramente di un altro mondo.
Ti capisco – succede anche a me leggendo cosa facevano i gay negli anni ’80…

Non ce ne accorgiamo, ma le cose cambiano.
Succederà anche a te e chi verrà dopo di te avrà i tuoi stessi pensieri.

Ricordati che queste sono questioni importanti per la nostra vita.
Criticaci, fai di meglio di noi, ma cerca anche di metterti nei nostri panni.
Non ci giudicare troppo frettolosamente.
Soprattutto, non sentirti superiore: è un sentimento negativo, inutile, cieco, che fa male – agli altri e a te stesso.

Tuo
Salvo


Con il nastro rosa

Sei nata oggi, piccola, e sei così carina…
Non è vero che tutti i bimbi piccoli sono belli, ma tu sei davvero speciale, sei luminosa, sei potente, perché sei il futuro.

Aprirai questa lettera solo quando avrai 25 anni e io probabilmente non ci sarò più.
Quando inizierai a leggere ti accorgerai che ti scrivo da un mondo lontano.
Ricordi? C’è stata una guerra, sono contento di esserne sopravvissuto
Avevamo sperato di andarcene senza vivere nessuna guerra, noi nati negli anni ’60; poi abbiamo temuto che questa guerra contro la Cina e la Russia, così devastante, sarebbe stata l’ultima per la nostra specie; ma per fortuna, anzi per caparbietà, la vita va avanti.
La vita vuole solo la vita, è una danzatrice ebbra che mentre balla perde per strada i suoi figli attaccati agli orli della sua gonna che ruota.

Tu sei quella vita, tu sei quella speranza, seppure con quell’aria un po’ imbronciata.

Ti scrivo per parlarti di concetti quali monogamia o orientamento sessuale.
Ti fa sorridere questa cosa?
Magari dirai a te stessa: fra i tanti possibili argomenti, proprio di questi vuole parlarmi, che non sono per nulla rilevanti ora nel 2050?
Sono contento che non ti importino molto, che non siano significativi per te; per me lo sono stati, invece.

Certo, ai miei tempi non si veniva più bruciati vivi, non si andava nei campi di concentramento, ma la vita comunque non era facile.
Non mi sarei mai permesso di baciare il mio fidanzato per strada.
Lo so che ‘fidanzato’ non è la parola giusta, ma adesso, nel 2024, la parola giusta ancora semplicemente non esiste.
La prima non accettazione nasce già dalla lingua: è la lingua che ti permette o non ti permette di esistere.
Infatti io non esistevo; io sopravvivevo.
Quando avevo 16 anni, pensavo che nella mia città saremmo stati in 10 o 20 come me, e che sicuramente gli altri fossero come quelli che vedevo nella televisione di allora – delle macchiette incipriate.
Perché a un certo punto ho capito che quella cosa che nessuno voleva, che tutti deridevano, quell’oggetto ‘invertito’ che tutti biasimavano, che faceva fare battutacce a mio padre quando appariva in televisione… ero io… era toccato a me… ero stato messo in una scatola dalla quale non potevo uscire…

Vedo che adesso stai scuotendo la testa, ora stai sorridendo di questo mondo così ‘medioevale’. Sappi che quel sorriso, qualunque sia il tuo orientamento, è stato reso possibile da persone coraggiose, spesso persone transessuali – persone che si sono ribellate all’idea di valere meno degli altri.

Abbi cura di questo mondo.
Richiudi ora questa lettera, ma non prima di avere inserito, fra le pagine, un fiore, un fiore modesto, una primula o una viola, come quelle che vedo ora dalla mia finestra nonostante i vetri appannati.
Senti il suo profumo leggero: è il profumo del passato, l’unica eredità reale che siamo riusciti a lasciarvi.

M.


Messaggio nella bottiglia

Lancio la bottiglia nel futuro mare oggi chiamato ‘LBTQI.etc. etc.’ e che mi auguro (quando leggerai il messaggio) sia semplicemente ‘Mare’.

25 anni fa pensavo ad oggi come ad un’epoca nuova e totalmente libera per la nostra comunità.
La velocità è però stata piuttosto bassa.
Oggi è un po’ accelerata, ma l’auto va ancora troppo lenta.

Non so cosa sarà della libertà di scelta quando leggerai questo messaggio.
Io ho agito nella normalità: ci ho provato sempre a guardare diritto, a non dovermi giustificare.
Qualche volta, ovviamente, ho anche sbagliato – fa parte del gioco.

Non do consigli, ognuno deve vivere la propria Vita nel proprio tempo.
Posso solo augurarti di non vergognarti a ‘mostrarti nudo’ al mondo che ti vuole nascosto.

G.G.


Io non ci sarò

Ciao R.

Come prima cosa: benvenuta!

Spero che ti troverai bene su questo pianeta.
Io ci ho passato la mia vita e devo dire che sono piuttosto soddisfatta.

All’inizio è stata dura – ero sola e avevo paura.
Poi però ho incontrato tante persone simili a me – e una me la sono pure sposata, pensa te!

Io non ci sarò quando tu arriverai.
25 anni sono troppi per la mia salute.
Mi spiace non riuscire a conoscerti di persona… avrei tante curiosità, tante domande… però mi conforta pensare che ci passiamo il testimone, che ci unisce un sottile ma preziosissimo filo.

Abbi cura di te e ama la tua libertà.

Ti abbraccio forte
M.


Non avere paura

Non è affatto facile darti consigli di vita sul mondo che ti attende.
Cercherò al meglio di darti gli strumenti di cui hai bisogno per poter vivere la tua vita (e non quella degli altri).

Quando crescerai ti troverai in un contesto familiare sereno ma timoroso.
Il primo consiglio che ti voglio dare (per me il più importante) è quindi quello di non avere paura di sentirti quello che sei, di essere quello che sei… perché non è una colpa, tanto meno colpa tua, né dei tuoi genitori che ti vogliono un gran bene, anche se a volte penserai che loro non te ne vogliano… loro sono fatti così, li conoscerai, ma saranno delle bravissime e stimate persone, da tutti.
Non avere timore dei tuoi due fratelli e di tua sorella, loro hanno la loro vita come tu avrai la tua.
Punto.
Non avere paura quando, frequentando le scuole medie, ti sentirai attratto dai ragazzi.
E non avere paura quando, al liceo, ti piacerà da morire quel ragazzo della 3^ E che tu osserverai di nascosto nei corridoi durante la ricreazione di metà mattina. Anche a lui, piacerai. Quindi, quando lo conoscerai, esprimi i tuoi sentimenti, digli che ti piace da morire… e non avere paura.

Anzi, ne devi andare fiero.
E sarai felice, almeno tu, almeno nella tua vita.

Non ti nascondere mai, perché il senso di colpa che ti infliggeranno fin da quando sarai bambino è una completa ‘cazzata’.
E non pensare cosa penseranno i tuoi amici e le tue amiche quando dirai loro la tua natura, perché loro lo sapevano già e saranno felici per te, perché i tuoi amici ti vogliono bene.

Vivi la tua vita, non quella degli altri (… gli altri chi, poi?!?), così avrai occasione di sperimentare i primi amore alla luce del sole e scoprirai che è bellissimo poterti confidare con gli amici e le amiche sulle tue prime storie amorose, perché in fondo non fai male a nessuno… anzi sarai felice tu con loro e con il tuo futuro, senza paure né sensi di colpa.

E.

P.S.
Non avere paura di dirlo alla mamma… lei lo ha sempre saputo e ti ha rispettato con estrema riservatezza.


Ore ricche e tempi vuoti

Caro Raf

Non so perché ti scrivo.
Forse l’unica ragione è che il tuo nome mi evoca il ricordo di una persona a cui voglio bene e che rimpiango di non aver conosciuto abbastanza.
E forse l’unica cosa che sono in grado di trasmetterti è propria questa precisa sensazione di un qualcosa che è tanto importante quanto fugace ed effimero.

La nostra tribù è stata per me il luogo dove ho fatto più esperienza del mondo, con le sue contraddizioni, falsità, illusioni, euforie.
Auguro e te lo stesso.

Ti auguro di cambiare, di uscire da te, di appassionarti a cose diverse e di fare incontri preziosi.
Incontrerai uomini che ti aiuteranno a guardarti dentro.
Ti daranno piacere e anche dolore.
Sì: ti auguro anche il dolore, perché, se non sarai indifferente e se non ricorrerai ad anestetici, anche il dolore ti farà sentire vivo, pulsante, vigile.
A tua volta, tu stesso farai agli altri uomini bene e capiterà che farai anche loro male.
Cerca di essere sempre consapevole e misura le tue azioni, per non ferire involontariamente.

Ti auguro di vivere ore ricche, ma anche tempi vuoti: in questo momento della mia vita, dopo aver corso (e rincorso) assieme a tanti, in gruppo o in coppia, il mio desiderio di felicità è fermarmi, ascoltarmi, sedermi in un posto silenzioso e ‘fare vuoto’.
Raggiungerai la pienezza nelle cose, ma anche la loro assenza.
È nell’assenza bruciante e bellissima di questo momento, in cui vorrei che fossi qui per fare due passi insieme, che mi sento grato alla vita.

Ti lascio questa, come bussola ‘portatile’ per i tuoi momenti di riflessione.
Quando ti sentirai incerto, smarrito e solo, se anche in quei momenti saprai dire ‘grazie’, vuol dire che non hai sbagliato: la strada che hai imboccato è quella giusta!

Buon viaggio!
Paolo

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